domenica 30 marzo 2008

da TIRRENO ELBA NEWS





NON CI SONO POSTI PER I DISABILI IN CENTRO E AL PORTO
DOPO LA POLEMICA SUI PARCHEGGI RISERVATI ALLE FORZE DELL’ORDINE A PORTOFERRAIO, INTERVIENE IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “INCONTRIAMOCI IN DIVERSI”: "POCHE STRISCE GIALLE, E MAI CONTROLLATE"
Non ci sono posti per i disabili in centro e nella zona del porto. E i pochi esistenti sono occupati indebitamente. Ne abbiamo già parlato dopo un accurato servizio di TeleTirreno, ora è il presidente dell'associazione "Incontriamoci in diversi" a lanciare di nuovo un allarme per i disagi delle persone in difficoltà e delle loro famiglie: "Massimo rispetto per le forze dell'ordine - dice - queste mie parole non vogliono affatto suscitare polemiche o malumori, ma mi domando solo se a Portoferraio la stessa attenzione verso il problema parcheggi viene posta anche per la mobilità dei disabili". "Personalmente - dice Forti - è già da molto tempo che per portare mia figlia in centro devo lasciare la macchina alle Ghiaie, quando ho fortuna di trovare il posto riservato ai portatori di handicap libero da usurpatori. Questo perchè sul piazzale antistante la Capitaneria di posti riservati ai portatori di handicap ce n'è uno solo, e quello del Gallo è sempre occupato; quelli in centro nemmeno a parlarne e di multe ai 'vandali del parcheggio usurpato' non se ne vedono mai. Mi auguro che chi di dovere pensi anche a questo tipo di esigenze nell’individuare nuovi parcheggi – conclude Massimo Forti - un pò di buon senso e di ragione basterebbe per considerare equamente le necessità di tutti, lasciando da parte le polemiche".

giovedì 13 marzo 2008

Si rappresenta a tutti coloro che ne sono interessati che, il giorno 14.03.2008 (venerdì) alle ore 16,00, si terrà presso la palazzina amministrativa dell'U.S.L. di Portoferraio, un incontro con il neuropsichiatra infantile nel quale, tra le varie cose, si parlerà di un progetto legato alla vela da parte dei soggetti diversamente abili. Si prega di partecipare numerosi.

sabato 29 dicembre 2007


L´Associazione INCONTRIAMOCI IN DIVERSI
SAN GIUSEPPE O.N.L.U.S.
augura a tutti
B U O N E F E S T E

sabato 8 dicembre 2007

da "TIRRENO ELBA NEWS"



TROPPI OSTACOLI SULLA STRADA DELLE PERSONE DISABILI
A TELETIRRENO PRIANTI E CECCHI NEI PANNI DEI PORTATORI DI HANDICAP: RAMPE RIPIDE, SCALINI, POSTI RISERVATI OCCUPATI DA ABUSIVI, MALEDUCATI. FORTI ("INCONTRIAMOCI ONLUS"): "A PORTOFERRAIO C'E' POCA ATTENZIONE"
Prendere la macchina, parcheggiare, comprare il giornale, o una medicina. Facile no? Sentite questa: girare mezz’ora per trovare un posto riservato che non sia abusivamente occupato da chi non ne ha diritto; non riuscire a scendere perché le auto vicine si sono allargate troppo; quindi sbarcare dall'auto e dover attraversare un tratto di selciato, e poi la strada, fare un tratto lungo la carreggiata dove non c’è marciapiede, fermarsi davanti a uno scalino, farsi aiutare a salirlo. Sono le operazioni che – ogni giorno – le persone disabili devono compiere per le piccole o grandi faccende quotidiane, che ognuno deve affrontare, con le sue abilità. Quelle che hanno sperimentato Fabrizio Prianti e Fabio Cecchi per "Vivere l’Ambiente", nel servizio andato in onda stasera su Teletirreno. Si sono messi nei panni di una persona disabile e di un familiare, in giro per la città. Una persona disabile: detto così sembra quasi un marziano, e invece sono i nostri nonni, zii, genitori, siamo noi, o lo potremmo essere, perché la disabilità non è necessariamente genetica, può essere – transitoria o permanente – una condizione che ognuno di noi può trovarsi a vivere da vicino prima o poi, in una società in cui la vita media fortunatamente si allunga sempre più.Prianti su una carrozzella, Cecchi a spingere, hanno incontrato ostacoli a non finire, e suscitato qualche ilarità. Invece c’è poco da ridere: una rampa ripidissima per entrare in piscina, parcheggiate nei posti gialli auto senza contrassegno (o con un contrassegno usato in modo abusivo, come un passpartout), altre sulle strisce, o sui marciapiede. Indifferenza e abusi che non chiamano in causa solo questo o quell’ente, ma l’educazione e il rispetto di ciascuno. “In un solo caso – racconta Massimo Forti, presidente di ‘Incontriamoci in diversi onlus’ - ho visto sanzionare una persona che occupava indebitamente un posto riservato. Ho aspettato tre quarti d'ora i Vigili, con i bimbi in macchina e mia moglie che aveva perso la pazienza e mi diceva che non posso cambiare il mondo da solo. Perché normalmente la realtà è quella delle competenze rimpallate, della lentezza, del chiudere un occhio”. Agli impianti sportivi delle Ghiaie, a Portoferraio, si tengono dei corsi aperti anche alle persone con disabilità, ma per arrivare alla piscina si attraversa il ghiaino, e ci si deve arrampicare su una rampa con il rischio di cadere all'indietro, da quanto è ripida. "In collaborazione con la Teseo Tesei, e grazie al presidente Gianfranco Coletti e ad Adalberto Bertucci - ci dice Forti - abbiamo portato in piscina quindici ragazzi, ma con grande fatica. Il Comune, con l’assessore Pellegrini, ha promesso di darci un aiuto". Per salire alla Agenzia delle Entrate ci sono tre alti scalini, ma l’ufficio ha predisposto un campanello. Suonando scendono gli addetti, e ti aiutano ad arrivare su. In piazza Pietri, e in via Puccini, e Mascagni c’è un solo posto riservato su novante, accanto ai bidoni. “Non basta – dice Forti - ed è sempre occupato. E’ un problema infinito. I Comuni fanno più o meno attenzione, a Portoferraio ci si fa meno caso. E i cittadini non si rendono conto che occupando uno spazio si limita la libertà delle persone”. Forti conclude con un appello: “Ai supermercati, potrebbero uscire ogni tanto a controllare se i posti sono occupati da chi non ha contrassegno, e dirlo dentro, al microfono, ai clienti. Sarebbe un bel gesto. Si avvicina il Natale”.

sabato 1 dicembre 2007

dal settimanale "LISOLA"


DISABILITA' ALL'ELBA, AUMENTANO I PROBLEMI

Vivere su un'Isola per un diversamente abile significa misurarsi con una mole maggiore di difficoltà. Su questo fronte si sta muovendo l'associazione costituita da genitori dei ragazzi disabili. Ed è battaglia, innazitutto, per avere insegnanti di sostegno per i propri figli.
Convivere con la disabilità è sempre difficile, conciverci su un'isola lo è ancora di più.
L'associazione "Incontriamoci in diversi - San Giuseppe Onlus" sta cercando di portare all'attenzione di Enti, istituzione e opinione pubblica i problemi con cui sono costretti a misurarsi quotidianamente i disabili e le rispettive famiglie. Costituitasi da pochi mesi per riunire i genitori di ragazzi diversamente abili, l'Associazione ha cominciato ad affrontare di petto le questioni più pressanti. Come quella degli insegnanti di sostegno. Da quest'anno, come disposto dalla nuova normativa, il personale docente che accetta la cattedra all'Elba non potrà più usufruire del doppio punteggio in graduatoria. Elemento che non aiuta. E infatti sono diminuiti ulteriormente i docenti disposti ad assumere l'incarico sull'isola. Il problema investe tutte le cattedre, ma in particolar modo va a influire su quelle di sostegno. "La scuola, continua a non avere personale di ruolo sufficiente a coprire i posti necessari", spiega Renzo Mazzei, tra i soci fondatori della Onlus, "per questo abbiamo chiesto di riattivare il doppio punteggio, magari stabilendo un minimo di obbligo di frequenza".
L'Associazione suggerisce anche di predisporre un elenco speciale, riservato a chi garantisce il servizio per almeno 180 giorni, prendendo il domicilio su una realtà particolare come l'isola.
"Abbiamo scritto a tutti, sindaci compresi", continua Mazzei, "chiedendo ai Comuni di approvare delibere che vadano in questa direzione". Il presidente di "Incontriamoci in diversi", Massimo Forti, ad ottobre si è rivolto ai sindaci, al presidente dell'Ancim e a quello della Comunità Montana facendo presente "la situazione di estremo disagio creatasi all'inizio dell'anno scolastico a causa della mancanmza del 50% degli insegnanti in tutte le scuole elbane, di ogni ordine e grado". "Aiutare un disabile significa aiutare una persona ad inserirsi, in futuro, nella società, commenta Mazzei, "ad oggi invece gli insegnanti non sono sufficienti a coprire il fabbisogno".
Lo scopo dell'Associazione è creare un punto di incontro tra chi conosce in prima persona i problemi legati alla disabilità e le istituzioni, per essere riconosciuti a tutti gli effetti come rappresentanti di una categoria. Intanto la Onlus si sta muovento per vedere riconosciuti alcuni diritti fondamentali. Ad esempio, il diritto a non vedere occupato il posteggio riservato ai disabili. "Già, i parcheggi riservati sono pochi", osserva Mazzei, "se poi chiunque li può occupare con noncuranza...Faremo una lotta senza quartiere su questo problema". Altra questione che sta molto a cuore alle famiglie dei disabili è il cosiddetto "dopo di noi": il futuro dei figli quando i genitori verranno a mancare. "Il problema è immmediato", continua l'esponente di'incontriamoci in diversi', "dobbiamo pensare subito a cosa potrebbe succedere quando noi non ci saremo più. L'Elba deve dotarsi di una struttura idonea ad ospitare i nostri figli". Una soluzione potrebbe essere la struttura di Sassi Turchini, a Porto Azzurro, che l'Associazione Gruppo Elba ha in progetto di costruire.
L'associazione si prepara a pianificare il futuro, ma allo stesso tempo deve fare i conti con un presente fitto di ostacoli. "Tra le difficoltà che incontrimo abiando su un isola c'è la necessità di appoggiarsi a strutture del continente", riprende Mazzei, "e i problemi logistici sono enormi. Dobbiamo rivolgerci a centri specializzati nella salute mentale o nella riabilitazione. Tutti cerchiamo di rivolgerci a centri di eccellenza e perciò siamo costretti ad attraversare il Canale e a dover soggiornare sulla terraferma". I problemi legati alla disabilità che una famiglia deve affrontare quotidianamente sono molteplici e usuranti. E poi i genitori devono imparare ad accettare la disabilità dei propri figli. "Finora non c'è una struttura di base di aiuto alle famiglie su questo aspetto", viene fatto notare, "si stanno comunque creando gruppi di auto-aiuto con l'Asl. Anche in questo caso è necessario un dialogo tra istituzioni, per creare un pool o una catena che sia in grado di fornire i servizi di cui c'è bisogno". Tra gli obbiettivi dell'Associazione "Incontriamoci in diversi - San Giudseppe Onlus" anche quello di creare corsi di formazione per chi si occupa di disabili.
I progetti non mancano. Ai pochi che in principio hanno gettato le fondamenta dell'associazione si stanno aggiungendo, di giorno in giorno, altri genitori determinati a seguire la strada intrapresa. "E' importante essere uniti", termina Renzo Mazzei, "per condividere le stesse problematiche e trovare soluzioni". Sono già molti e importanti gli aiuti che l'associazione ha ricevuto in questi suoi primi mesi di attività e per cui intende ringraziare tutti coloro che si sono prodigati.


dal settimanale "LISOLA"

AL VIA UN PROGETTO DI AUTO-AIUTO

L'iniziativa a supporto delle famiglie, è attuata dall'Azienda Sanitaria


Una complessa rete di interventi viene messa in piedi per assistere e supportare i disabbili e le rispettive famiglie. L'Asl 6 Zona Elba si occupa di tessere questa rete. Quello delle disabilità è uno dei settori di competenza dei Servizi Sociali, che trmite il Goif (Gruppo operativo interdisciplinare funzionale) predispone piani di intervento complessivo, mentre con il Gom (Gruppo operativo multidisciplinare) vengono elaborati interventi individualizzati. Secondo i dati 2006 dell'Azienda sanitaria, nell'Elba ci sono circa 400 soggetti disabili. Per più della metà si tratta di disabili gravi. Più di 100 frequentano le scuole, una decina sono inseriti in strutture educative - come asili nido o scuole materne -, una settantina frequentano la scuola dell'obbligo, il resto le scuole superiori. Per ognuno di loro l'Asl prevede interventi di assistenza alla persona nell'ambito extrascolastico. Sono previsti anche aiuti domestici e perosonali (sussidi econimici), oltre agli inserimenmti socio-terapeutici o delle borse lavoro. Per ogni bambino che frequenta la scuola il Gom predispone un piano educativo individualizzato, con valutazioni e analisi periodiche sul percorso educativo.
Per la proima volta quest'anno l'Asl ha previsto anche un nuovo progetto, che ha preso il via proprio in questi giorni. E' il percorso di supporto alle famiglie con bambini disabili attraverso l'attivazione di gruppi di auto-mutuo-aiuto.
L'intervento è stato approvato dall'Azienda sinitaria e dalla conferenza dei sindaci ed è inserito nel "Progetto Elba". Responsabile è la dottoressa Anna Garfagnini, coordinatrice del Goif. Scopo dell'intervento è favorire i rapporti delle famiglie attraverso il necessario supporto che la promozione di gruppi di auto-mutuo-aiuto può assicurare. Affrontare le problematiche e confrontarsi sulle esperienze è un modo per fare emergere la consapevolezza, per la famiglia, di non trovarsi in una situazione di solitudine di fronte alle difficoltà da cui si sente sovrastata. Le riflessioni sulle problematiche educative, psicoligiche e sociali favoriscono un percorso di cescita. I gruppo di auto-mutuo-aiuto, infatti, si creano appositamente per produrre aiuto e sostegno.
Nessuno meglio di chi ha a che fare con un problema può aiutare che ci si affaccia per la prima volta. E' il gruppo stesso che mette a disposozopne le risorse, con uno scambio e un supporto reciproco. Gli incontri col Gruppo hanno una cadenza bimensile e verranno coordinati da operatori dell'Asl.
Per informazioni si può contattare la responsabile del progetto (Tel. 0565 926802).

dal settimanale "LISOLA"

DIFFICILE LA CONTINUITA' NEL SOSTEGNO SCOLASTICO
Ogni anno l'Elba deve fare i conti con i ritardi nella nomina degli insegnanti. Il ritardo si amplifica quando si tratta di insegnanti di sostegno. Tra gli aspetti cruciali c'è proprio la possibilità di assicurare una certa continuità nell'insegnamento ai ragazzi disabili. All'Elba questa non solo è obbiettivo lontano da raggiungere, ma addirittura diventa difficoltoso avere anche un numero soddisfaciente di docenti per il sostegno, specializzati o meno. Ogni scuola cerca di trovare soluzioni personalizzate. E anche quest'anno è stata assicurata la copertura delle ore, in attesa del 3 dicembre, con la conferma o la riconvocazione degli insegnanti. "Non so cosa pensare", commenta il dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo di Portoferraio, Vincenzo Liorre. "E' bene che arrivino nuovi insegnanti specializzati - continua -, ma ciò accadrebbe dopo due mesi e mezzo di scuola, quando i ragazzi hanno già conosciuto l'insegnante attuale. Se venissero confermate quelle che ci sono, almeno verrebbe salvaguardata la continuità". Anche a Portoferraio, come nel resto dell'Elba, all'inizio dell'anno scolastico il dirigente si è trovato notevoli criticità sul sostegno. "Abbiamo fatto richiesta con insistenza al provveditore, che ci ha concesso altre ore di sostegno", dice, "e devo anche fare presente la sensibilità che ha dimostrato l'Ufficio Scuola della Provincia, che con estrema disponibilità ci ha concesso le ore in più richieste. Non si tratta di cattiva volontà, ma di carenze di risorse. La sistuazione certamente non è mai ottimale, ma ho molto apprezzato di aver ricevuto la possibilità di lavorare meglio".
Il quadro della situazione è più o meno lo stesso negli altri istituti scolastici dell'isola, dove le insegnanti di sostegno specializzate scarseggiano. E la specializzazione per i docenti elbani viene raggiunta a costo di grandi sacrifici, perchè i corsi sono organizzati in continente. i bambini certificati nel comprensivo del capoluogo sono 39. Al sostegno sono state assegnate 20 cattedre, non essendo vincolante il rapporto di uno a uno (un insegnante per ogni bambino, come previsto nei casi più gravi). Segue l'Istituto comprensivo di Porto Azzurro, che comprende anche i comuni di Capoliveri, Rio Marina e Rio nell'Elba, con 31 ragazzi certificati. L'istituto di Campo nell'Elba ne ha 15, con 5 insegnanti. 4 di ruolo. "Senza il doppio punteggio è più difficile trovare insegnanti che accettino le cattedre all'Elba", spiega il dirigente scolastico campese, Ivo Gentili. "In un recente incotro", prosegue, "il provveditore ci ha assicurato che terrà conto delle esigenze dell'isola, nominando gli insegnanti già a settembrte". Si dichiara abbastanza fortunata la preside dell'istituto comprensivo di Marciana Paola Berti, che ha 8 bambinio ceertificati e 5 insegnanti di sostegno. "Al momento è tutto a posto", conferma, "ho avuto la fortuna di poter riconfermare gli insegnanti che avevano già".
Tutto nella norma anche nelle scuole superiori al "Foresi-Brignetti" sono 16 i ragazzi certificati, 5 al Liceo, gli altri al professionale. Ci sono due insegnanti di ruolo e 7 non specializzati.L'Itcg "Cerboni" aveva chiestoun maggior numero di ore di quelle poi effetttivamente ricevute, ma la dirigente ha istituito un orario che permette di coprire tutte le esigenze. Ci sono 11 studenti certificati e 8 insegnnti di sostegno.

martedì 6 novembre 2007

dal settimanale "LISOLA"



VIA LIBERA PER IL CENTRO DI SASSI TURCHINI


IL COMUNE DI PORTO AZZURRO HA RILASCIATO IL PERMESSO A COSTRUIRE AL GRUPPO ELBA, CHE SI APPRESTA A REPERIRETUTTI I FINANZIAMENTI. L'INIZIO DEI LAVORI LA PRIMAVERA PROSSIMA. DIVENTA COSI' REALTA' IL CENTRO PER DISABILI IN LOCALITA' SASSI TURCHINI.
PORTO AZZURRO - Il Centro per Disabili a Sassi Turchini presto diventerà realtà. Il Comune di Porto Azzurro, proprio la setimana scorsa (notizia del 02.11.07 ndr), ha rilasciato il "permesso di costruire" all'Associazione Volontari Gruppo Elba che ha già predisposto il progetto definitivo per la realizzazione della struttura. L'Associazione, che si occupa di disabilità e fa capo a Don Andrea Faberi, da molti anni frequenta l'Elba per far trascorrere alle persone che assistono dei soggiorni al mare. Da qualche anno sono ospitati dalle scuole di Marina di Campo, ma per molto tempo sono stati ospiti delle strutture di Porto Azzurro. Ed è qui che hanno deciso di realizzare un centro che possa ospitare vari gruppi di disabili in estate e restare a disposizione del territorio duranmte i mesi invernali. Questo anche grazie alla concessione da parte dell'Amministrazione di Porto Azzurro di un terreno di circa 13mila metri quadrati su cui sorgerà il centro. L'Associazione ha pronto il progetto definitivo e da due anni spettava il permesso per poter partire. Don Faberi e alcuni membri del direttivo dell'Associazione lo hanno illustrato ad istituzioni ed associazioni del territorio. La Regione Toscana ha già previsto un finanzniamento.
"E' stata necessaria una serie di passaggi, non solo urbanistici - afferma Lorenzo Franchi, portavoce dell'Associazione che ha sede a Bagno di Ripoli, ma che si chiama Elba proprio per sottolieare il legame con l'Isola - ora comunque abbiamo ottenuto il permesso per costruire, quindi presenteremo il progetto esecutivo. Dopodichè partirà l'iter previsto".
Il centro progettato dal Gruppo Elba prevede 750 metri quadrati di superficie coperta, di cui 550 per gli alloggi con camere fino ad un massimo di 8 posti letto. L'altra sezione coperta dalla struttura, di 200 metri quadrati, ospiterà la mensa e la sala polivalente con 71 posti a sedere. Parte integrante del progetto sono gli spazi all'aperto arredati a verde. Sarà possibile accedere alla struttura tramite un sistema di rampe a pendenze adeguate. Il costo previsto per l'opera si aggira sul milione di euro. La Regione Toscana è pronta a finanziare il 35% della cifra complessiva.
"Ora dobbiamo impegnarci a trovare i restanti finanziamenti - continua Franchi -. Fino a che non avevamo il permesso di costruire non venivamo presi troppo in considerazione. Ora invece abbiamo un punto di partenza concreto". Intenzione del Gruppo è aprire il cantiere entro l'anno (come ente privato non hanno bisogno di effettuare una gara d'appalto)e trovare un'adeguata garanzia economica, in modo da non dover interrompere il cantiere. Se tutto procedesse senza troppi intoppi, in due anni il centro "Francesco e Lara " dovrebbe essere pronto. L'obbiettivo è poi di aprire il centro a diverse realtà associative elbane - continua il portavoce dell'Associazione Volontari Gruppo Elba - e per le politiche sociali dei comuni". Il Gruppo Elba sarà gestore del centro, almeno per i primi tempi. "Poi ci piacerebbe coinvolgere l'Elba", annunciano. Stanno, infatti, cercando di interessare una rete di rapporti nel mondo del volontariato e dell'associazionismo.
"La struttura non sarà utilizzata esclusivamente dai volontari del Gruppo Elba - affermano infatti - ma vogliamo renderla fruibile al maggior numero possibile di associazioni e di utenti, fino a creare anche un centro di formazione". Quest'inverno, i volontari del Gruppo Elba visiteranno le scuole di Marciana Marina, sula scia dell'esperienza positiva vissuta lo scorso anno con la visita alle scuole di Campo, in cui hanno organizzato un incontro tra gli alunni e il mondo della disabilità. Il prossimo appuntamento è a febbraio a Marciana Marina.

martedì 30 ottobre 2007

NOTA

Il blog non è stato aggiornato per motivi tecnici. mi scuso con i lettori.
FREZZA ROBERTO.

Riflettiamo su come sarebbe facile..............aiutare ad essere felici.

Dedicate alcuni minuti... non sarà tempo perso!
Tu che cosa faresti?.
Ricordati che TU fai la differenza
Non cercare mai mezzi termini: non ce ne sono.
Leggi in ogni caso.
La mia domanda è: tu avresti fatto la stessa scelta che ho fatto io?
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:"Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?"
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò: "Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino."
A quel punto cominciò a narrare una storia: Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese: "Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?"
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: "Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono"Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto.I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti.All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita?
Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tanto meno colpire una palla.
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.Ma il gioco non era ancora finito.
A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.Invece... Il tiratore lancio la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: "Shay corri in prima base! Corri in prima base!"
Mai Shay in tutta la sua vita non aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.
Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
A quel punto tutti urlarono:" Corri fino alla seconda base!"
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: "Bravo Shay, vai così! Ora corri!"
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono:" Corri in prima, torna in base!!!!"
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita."Quel giorno" disse il padre piangendo "i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità".
Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l’eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre..non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:
In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo.Il crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le discussioni pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.Se stai pensando di forwardare questo messaggio, c'è probabilità che sfoglierai i tuoi contatti di rubrica scegliendo le persone appropriate" o "inappropriate" a ricevere questo messaggio.Bene: la persona che ti ha mandato questa e-mail pensa che
TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA.
Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il "naturale corso delle cose" a realizzarsi.Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda scintilla di amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo?Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.