
TROPPI OSTACOLI SULLA STRADA DELLE PERSONE DISABILI
A TELETIRRENO PRIANTI E CECCHI NEI PANNI DEI PORTATORI DI HANDICAP: RAMPE RIPIDE, SCALINI, POSTI RISERVATI OCCUPATI DA ABUSIVI, MALEDUCATI. FORTI ("INCONTRIAMOCI ONLUS"): "A PORTOFERRAIO C'E' POCA ATTENZIONE"
Prendere la macchina, parcheggiare, comprare il giornale, o una medicina. Facile no? Sentite questa: girare mezz’ora per trovare un posto riservato che non sia abusivamente occupato da chi non ne ha diritto; non riuscire a scendere perché le auto vicine si sono allargate troppo; quindi sbarcare dall'auto e dover attraversare un tratto di selciato, e poi la strada, fare un tratto lungo la carreggiata dove non c’è marciapiede, fermarsi davanti a uno scalino, farsi aiutare a salirlo. Sono le operazioni che – ogni giorno – le persone disabili devono compiere per le piccole o grandi faccende quotidiane, che ognuno deve affrontare, con le sue abilità. Quelle che hanno sperimentato Fabrizio Prianti e Fabio Cecchi per "Vivere l’Ambiente", nel servizio andato in onda stasera su Teletirreno. Si sono messi nei panni di una persona disabile e di un familiare, in giro per la città. Una persona disabile: detto così sembra quasi un marziano, e invece sono i nostri nonni, zii, genitori, siamo noi, o lo potremmo essere, perché la disabilità non è necessariamente genetica, può essere – transitoria o permanente – una condizione che ognuno di noi può trovarsi a vivere da vicino prima o poi, in una società in cui la vita media fortunatamente si allunga sempre più.Prianti su una carrozzella, Cecchi a spingere, hanno incontrato ostacoli a non finire, e suscitato qualche ilarità. Invece c’è poco da ridere: una rampa ripidissima per entrare in piscina, parcheggiate nei posti gialli auto senza contrassegno (o con un contrassegno usato in modo abusivo, come un passpartout), altre sulle strisce, o sui marciapiede. Indifferenza e abusi che non chiamano in causa solo questo o quell’ente, ma l’educazione e il rispetto di ciascuno. “In un solo caso – racconta Massimo Forti, presidente di ‘Incontriamoci in diversi onlus’ - ho visto sanzionare una persona che occupava indebitamente un posto riservato. Ho aspettato tre quarti d'ora i Vigili, con i bimbi in macchina e mia moglie che aveva perso la pazienza e mi diceva che non posso cambiare il mondo da solo. Perché normalmente la realtà è quella delle competenze rimpallate, della lentezza, del chiudere un occhio”. Agli impianti sportivi delle Ghiaie, a Portoferraio, si tengono dei corsi aperti anche alle persone con disabilità, ma per arrivare alla piscina si attraversa il ghiaino, e ci si deve arrampicare su una rampa con il rischio di cadere all'indietro, da quanto è ripida. "In collaborazione con la Teseo Tesei, e grazie al presidente Gianfranco Coletti e ad Adalberto Bertucci - ci dice Forti - abbiamo portato in piscina quindici ragazzi, ma con grande fatica. Il Comune, con l’assessore Pellegrini, ha promesso di darci un aiuto". Per salire alla Agenzia delle Entrate ci sono tre alti scalini, ma l’ufficio ha predisposto un campanello. Suonando scendono gli addetti, e ti aiutano ad arrivare su. In piazza Pietri, e in via Puccini, e Mascagni c’è un solo posto riservato su novante, accanto ai bidoni. “Non basta – dice Forti - ed è sempre occupato. E’ un problema infinito. I Comuni fanno più o meno attenzione, a Portoferraio ci si fa meno caso. E i cittadini non si rendono conto che occupando uno spazio si limita la libertà delle persone”. Forti conclude con un appello: “Ai supermercati, potrebbero uscire ogni tanto a controllare se i posti sono occupati da chi non ha contrassegno, e dirlo dentro, al microfono, ai clienti. Sarebbe un bel gesto. Si avvicina il Natale”.
A TELETIRRENO PRIANTI E CECCHI NEI PANNI DEI PORTATORI DI HANDICAP: RAMPE RIPIDE, SCALINI, POSTI RISERVATI OCCUPATI DA ABUSIVI, MALEDUCATI. FORTI ("INCONTRIAMOCI ONLUS"): "A PORTOFERRAIO C'E' POCA ATTENZIONE"
Prendere la macchina, parcheggiare, comprare il giornale, o una medicina. Facile no? Sentite questa: girare mezz’ora per trovare un posto riservato che non sia abusivamente occupato da chi non ne ha diritto; non riuscire a scendere perché le auto vicine si sono allargate troppo; quindi sbarcare dall'auto e dover attraversare un tratto di selciato, e poi la strada, fare un tratto lungo la carreggiata dove non c’è marciapiede, fermarsi davanti a uno scalino, farsi aiutare a salirlo. Sono le operazioni che – ogni giorno – le persone disabili devono compiere per le piccole o grandi faccende quotidiane, che ognuno deve affrontare, con le sue abilità. Quelle che hanno sperimentato Fabrizio Prianti e Fabio Cecchi per "Vivere l’Ambiente", nel servizio andato in onda stasera su Teletirreno. Si sono messi nei panni di una persona disabile e di un familiare, in giro per la città. Una persona disabile: detto così sembra quasi un marziano, e invece sono i nostri nonni, zii, genitori, siamo noi, o lo potremmo essere, perché la disabilità non è necessariamente genetica, può essere – transitoria o permanente – una condizione che ognuno di noi può trovarsi a vivere da vicino prima o poi, in una società in cui la vita media fortunatamente si allunga sempre più.Prianti su una carrozzella, Cecchi a spingere, hanno incontrato ostacoli a non finire, e suscitato qualche ilarità. Invece c’è poco da ridere: una rampa ripidissima per entrare in piscina, parcheggiate nei posti gialli auto senza contrassegno (o con un contrassegno usato in modo abusivo, come un passpartout), altre sulle strisce, o sui marciapiede. Indifferenza e abusi che non chiamano in causa solo questo o quell’ente, ma l’educazione e il rispetto di ciascuno. “In un solo caso – racconta Massimo Forti, presidente di ‘Incontriamoci in diversi onlus’ - ho visto sanzionare una persona che occupava indebitamente un posto riservato. Ho aspettato tre quarti d'ora i Vigili, con i bimbi in macchina e mia moglie che aveva perso la pazienza e mi diceva che non posso cambiare il mondo da solo. Perché normalmente la realtà è quella delle competenze rimpallate, della lentezza, del chiudere un occhio”. Agli impianti sportivi delle Ghiaie, a Portoferraio, si tengono dei corsi aperti anche alle persone con disabilità, ma per arrivare alla piscina si attraversa il ghiaino, e ci si deve arrampicare su una rampa con il rischio di cadere all'indietro, da quanto è ripida. "In collaborazione con la Teseo Tesei, e grazie al presidente Gianfranco Coletti e ad Adalberto Bertucci - ci dice Forti - abbiamo portato in piscina quindici ragazzi, ma con grande fatica. Il Comune, con l’assessore Pellegrini, ha promesso di darci un aiuto". Per salire alla Agenzia delle Entrate ci sono tre alti scalini, ma l’ufficio ha predisposto un campanello. Suonando scendono gli addetti, e ti aiutano ad arrivare su. In piazza Pietri, e in via Puccini, e Mascagni c’è un solo posto riservato su novante, accanto ai bidoni. “Non basta – dice Forti - ed è sempre occupato. E’ un problema infinito. I Comuni fanno più o meno attenzione, a Portoferraio ci si fa meno caso. E i cittadini non si rendono conto che occupando uno spazio si limita la libertà delle persone”. Forti conclude con un appello: “Ai supermercati, potrebbero uscire ogni tanto a controllare se i posti sono occupati da chi non ha contrassegno, e dirlo dentro, al microfono, ai clienti. Sarebbe un bel gesto. Si avvicina il Natale”.

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