sabato 1 dicembre 2007

dal settimanale "LISOLA"


DISABILITA' ALL'ELBA, AUMENTANO I PROBLEMI

Vivere su un'Isola per un diversamente abile significa misurarsi con una mole maggiore di difficoltà. Su questo fronte si sta muovendo l'associazione costituita da genitori dei ragazzi disabili. Ed è battaglia, innazitutto, per avere insegnanti di sostegno per i propri figli.
Convivere con la disabilità è sempre difficile, conciverci su un'isola lo è ancora di più.
L'associazione "Incontriamoci in diversi - San Giuseppe Onlus" sta cercando di portare all'attenzione di Enti, istituzione e opinione pubblica i problemi con cui sono costretti a misurarsi quotidianamente i disabili e le rispettive famiglie. Costituitasi da pochi mesi per riunire i genitori di ragazzi diversamente abili, l'Associazione ha cominciato ad affrontare di petto le questioni più pressanti. Come quella degli insegnanti di sostegno. Da quest'anno, come disposto dalla nuova normativa, il personale docente che accetta la cattedra all'Elba non potrà più usufruire del doppio punteggio in graduatoria. Elemento che non aiuta. E infatti sono diminuiti ulteriormente i docenti disposti ad assumere l'incarico sull'isola. Il problema investe tutte le cattedre, ma in particolar modo va a influire su quelle di sostegno. "La scuola, continua a non avere personale di ruolo sufficiente a coprire i posti necessari", spiega Renzo Mazzei, tra i soci fondatori della Onlus, "per questo abbiamo chiesto di riattivare il doppio punteggio, magari stabilendo un minimo di obbligo di frequenza".
L'Associazione suggerisce anche di predisporre un elenco speciale, riservato a chi garantisce il servizio per almeno 180 giorni, prendendo il domicilio su una realtà particolare come l'isola.
"Abbiamo scritto a tutti, sindaci compresi", continua Mazzei, "chiedendo ai Comuni di approvare delibere che vadano in questa direzione". Il presidente di "Incontriamoci in diversi", Massimo Forti, ad ottobre si è rivolto ai sindaci, al presidente dell'Ancim e a quello della Comunità Montana facendo presente "la situazione di estremo disagio creatasi all'inizio dell'anno scolastico a causa della mancanmza del 50% degli insegnanti in tutte le scuole elbane, di ogni ordine e grado". "Aiutare un disabile significa aiutare una persona ad inserirsi, in futuro, nella società, commenta Mazzei, "ad oggi invece gli insegnanti non sono sufficienti a coprire il fabbisogno".
Lo scopo dell'Associazione è creare un punto di incontro tra chi conosce in prima persona i problemi legati alla disabilità e le istituzioni, per essere riconosciuti a tutti gli effetti come rappresentanti di una categoria. Intanto la Onlus si sta muovento per vedere riconosciuti alcuni diritti fondamentali. Ad esempio, il diritto a non vedere occupato il posteggio riservato ai disabili. "Già, i parcheggi riservati sono pochi", osserva Mazzei, "se poi chiunque li può occupare con noncuranza...Faremo una lotta senza quartiere su questo problema". Altra questione che sta molto a cuore alle famiglie dei disabili è il cosiddetto "dopo di noi": il futuro dei figli quando i genitori verranno a mancare. "Il problema è immmediato", continua l'esponente di'incontriamoci in diversi', "dobbiamo pensare subito a cosa potrebbe succedere quando noi non ci saremo più. L'Elba deve dotarsi di una struttura idonea ad ospitare i nostri figli". Una soluzione potrebbe essere la struttura di Sassi Turchini, a Porto Azzurro, che l'Associazione Gruppo Elba ha in progetto di costruire.
L'associazione si prepara a pianificare il futuro, ma allo stesso tempo deve fare i conti con un presente fitto di ostacoli. "Tra le difficoltà che incontrimo abiando su un isola c'è la necessità di appoggiarsi a strutture del continente", riprende Mazzei, "e i problemi logistici sono enormi. Dobbiamo rivolgerci a centri specializzati nella salute mentale o nella riabilitazione. Tutti cerchiamo di rivolgerci a centri di eccellenza e perciò siamo costretti ad attraversare il Canale e a dover soggiornare sulla terraferma". I problemi legati alla disabilità che una famiglia deve affrontare quotidianamente sono molteplici e usuranti. E poi i genitori devono imparare ad accettare la disabilità dei propri figli. "Finora non c'è una struttura di base di aiuto alle famiglie su questo aspetto", viene fatto notare, "si stanno comunque creando gruppi di auto-aiuto con l'Asl. Anche in questo caso è necessario un dialogo tra istituzioni, per creare un pool o una catena che sia in grado di fornire i servizi di cui c'è bisogno". Tra gli obbiettivi dell'Associazione "Incontriamoci in diversi - San Giudseppe Onlus" anche quello di creare corsi di formazione per chi si occupa di disabili.
I progetti non mancano. Ai pochi che in principio hanno gettato le fondamenta dell'associazione si stanno aggiungendo, di giorno in giorno, altri genitori determinati a seguire la strada intrapresa. "E' importante essere uniti", termina Renzo Mazzei, "per condividere le stesse problematiche e trovare soluzioni". Sono già molti e importanti gli aiuti che l'associazione ha ricevuto in questi suoi primi mesi di attività e per cui intende ringraziare tutti coloro che si sono prodigati.


dal settimanale "LISOLA"

AL VIA UN PROGETTO DI AUTO-AIUTO

L'iniziativa a supporto delle famiglie, è attuata dall'Azienda Sanitaria


Una complessa rete di interventi viene messa in piedi per assistere e supportare i disabbili e le rispettive famiglie. L'Asl 6 Zona Elba si occupa di tessere questa rete. Quello delle disabilità è uno dei settori di competenza dei Servizi Sociali, che trmite il Goif (Gruppo operativo interdisciplinare funzionale) predispone piani di intervento complessivo, mentre con il Gom (Gruppo operativo multidisciplinare) vengono elaborati interventi individualizzati. Secondo i dati 2006 dell'Azienda sanitaria, nell'Elba ci sono circa 400 soggetti disabili. Per più della metà si tratta di disabili gravi. Più di 100 frequentano le scuole, una decina sono inseriti in strutture educative - come asili nido o scuole materne -, una settantina frequentano la scuola dell'obbligo, il resto le scuole superiori. Per ognuno di loro l'Asl prevede interventi di assistenza alla persona nell'ambito extrascolastico. Sono previsti anche aiuti domestici e perosonali (sussidi econimici), oltre agli inserimenmti socio-terapeutici o delle borse lavoro. Per ogni bambino che frequenta la scuola il Gom predispone un piano educativo individualizzato, con valutazioni e analisi periodiche sul percorso educativo.
Per la proima volta quest'anno l'Asl ha previsto anche un nuovo progetto, che ha preso il via proprio in questi giorni. E' il percorso di supporto alle famiglie con bambini disabili attraverso l'attivazione di gruppi di auto-mutuo-aiuto.
L'intervento è stato approvato dall'Azienda sinitaria e dalla conferenza dei sindaci ed è inserito nel "Progetto Elba". Responsabile è la dottoressa Anna Garfagnini, coordinatrice del Goif. Scopo dell'intervento è favorire i rapporti delle famiglie attraverso il necessario supporto che la promozione di gruppi di auto-mutuo-aiuto può assicurare. Affrontare le problematiche e confrontarsi sulle esperienze è un modo per fare emergere la consapevolezza, per la famiglia, di non trovarsi in una situazione di solitudine di fronte alle difficoltà da cui si sente sovrastata. Le riflessioni sulle problematiche educative, psicoligiche e sociali favoriscono un percorso di cescita. I gruppo di auto-mutuo-aiuto, infatti, si creano appositamente per produrre aiuto e sostegno.
Nessuno meglio di chi ha a che fare con un problema può aiutare che ci si affaccia per la prima volta. E' il gruppo stesso che mette a disposozopne le risorse, con uno scambio e un supporto reciproco. Gli incontri col Gruppo hanno una cadenza bimensile e verranno coordinati da operatori dell'Asl.
Per informazioni si può contattare la responsabile del progetto (Tel. 0565 926802).

dal settimanale "LISOLA"

DIFFICILE LA CONTINUITA' NEL SOSTEGNO SCOLASTICO
Ogni anno l'Elba deve fare i conti con i ritardi nella nomina degli insegnanti. Il ritardo si amplifica quando si tratta di insegnanti di sostegno. Tra gli aspetti cruciali c'è proprio la possibilità di assicurare una certa continuità nell'insegnamento ai ragazzi disabili. All'Elba questa non solo è obbiettivo lontano da raggiungere, ma addirittura diventa difficoltoso avere anche un numero soddisfaciente di docenti per il sostegno, specializzati o meno. Ogni scuola cerca di trovare soluzioni personalizzate. E anche quest'anno è stata assicurata la copertura delle ore, in attesa del 3 dicembre, con la conferma o la riconvocazione degli insegnanti. "Non so cosa pensare", commenta il dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo di Portoferraio, Vincenzo Liorre. "E' bene che arrivino nuovi insegnanti specializzati - continua -, ma ciò accadrebbe dopo due mesi e mezzo di scuola, quando i ragazzi hanno già conosciuto l'insegnante attuale. Se venissero confermate quelle che ci sono, almeno verrebbe salvaguardata la continuità". Anche a Portoferraio, come nel resto dell'Elba, all'inizio dell'anno scolastico il dirigente si è trovato notevoli criticità sul sostegno. "Abbiamo fatto richiesta con insistenza al provveditore, che ci ha concesso altre ore di sostegno", dice, "e devo anche fare presente la sensibilità che ha dimostrato l'Ufficio Scuola della Provincia, che con estrema disponibilità ci ha concesso le ore in più richieste. Non si tratta di cattiva volontà, ma di carenze di risorse. La sistuazione certamente non è mai ottimale, ma ho molto apprezzato di aver ricevuto la possibilità di lavorare meglio".
Il quadro della situazione è più o meno lo stesso negli altri istituti scolastici dell'isola, dove le insegnanti di sostegno specializzate scarseggiano. E la specializzazione per i docenti elbani viene raggiunta a costo di grandi sacrifici, perchè i corsi sono organizzati in continente. i bambini certificati nel comprensivo del capoluogo sono 39. Al sostegno sono state assegnate 20 cattedre, non essendo vincolante il rapporto di uno a uno (un insegnante per ogni bambino, come previsto nei casi più gravi). Segue l'Istituto comprensivo di Porto Azzurro, che comprende anche i comuni di Capoliveri, Rio Marina e Rio nell'Elba, con 31 ragazzi certificati. L'istituto di Campo nell'Elba ne ha 15, con 5 insegnanti. 4 di ruolo. "Senza il doppio punteggio è più difficile trovare insegnanti che accettino le cattedre all'Elba", spiega il dirigente scolastico campese, Ivo Gentili. "In un recente incotro", prosegue, "il provveditore ci ha assicurato che terrà conto delle esigenze dell'isola, nominando gli insegnanti già a settembrte". Si dichiara abbastanza fortunata la preside dell'istituto comprensivo di Marciana Paola Berti, che ha 8 bambinio ceertificati e 5 insegnanti di sostegno. "Al momento è tutto a posto", conferma, "ho avuto la fortuna di poter riconfermare gli insegnanti che avevano già".
Tutto nella norma anche nelle scuole superiori al "Foresi-Brignetti" sono 16 i ragazzi certificati, 5 al Liceo, gli altri al professionale. Ci sono due insegnanti di ruolo e 7 non specializzati.L'Itcg "Cerboni" aveva chiestoun maggior numero di ore di quelle poi effetttivamente ricevute, ma la dirigente ha istituito un orario che permette di coprire tutte le esigenze. Ci sono 11 studenti certificati e 8 insegnnti di sostegno.